Gyosa, i ravioli giapponesi fatti in casa

Ricette

Tra le cosa che più mi piace ordinare quando vado al ristorante giapponese (dire “all you can eat” faceva troppo poraccia) ci sono i ravioli cinesi, che poi sono giapponesi. Ma ci siamo capiti. Non sono di certo una scelta né healty né light ma soprattutto quel che più mi da fastidio nel mangiarli in quei ristoranti è che il mio tanto travagliato stomaco fatica ad elaborarli, per cui ultimamente non li ho più ordinati.

gyoza_fatti_in_casa_ricettaComplice un recente ordine da Wish, ho provato a farli a casa con un successo davvero inaspettato. La ricetta è stata una giusta commistione tra improvisazione, studio e necessità di utilizzare ciò che avevo in frigo.

Sul web esistono centinaia di versioni per la ricetta dei ravioli giapponesi sicuramente più accreditate della mia, ma con un risultato così approvato, non potevo che condividere!

Con le dosi descritte ho ottenuto 25 ravioli utilizzando lo stampo di misura media. Sarebbero stati 26 ma l’ultimo boccone di ripieno l’ha mangiato Bred, il cane 🙂

Ingredienti Gyza – Ravioli Giapponesi

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Per la pasta
– 200gr di Farina 00
– 90 gr di acqua tiepida
– 3 gr di sale

Per il ripieno
– 500 gr macinato di carne (di maiale se volete seguire la ricetta tradizionale)
– 1 cipollotto tritato
– 5 gr di aglio in polvere
– 10 gr di salsa di soia

Procedimento

_ Impastare gli ingredienti per realizzare la pasta e lasciarla riposare coperta mentre si prepara il ripieno.
_ Preparare il ripieno impastando gli ingredienti a mano oppure attraverso un mixer. Se necessario è possibile aggiungere un uovo e altre verdure. È sconsigliato mettere sale visto che il tutto sarà bilanciato dalla sapidità della salsa di soia.

Stendere e tagliare la pasta a dischetti. Farcirla con una quantità adeguata di ripieno in base alla grandezza del dischetto e piegare con uno stampo oppure a mano, effettuando le caratteristiche pieghe.

Cottura

Scaldare dell’olio di semi in una pentola e posizionare i ravioli. Coprire con coperchio e lasciare fino a che si formi una leggera crosticina. A questo punto, prestando attenzione, aggiungere mezzo bicchiere d’acqua e lasciare cuocere con il coperchio ancora per pochi minuti.Scaldare dell’olio di semi in una pentola e posizionare i ravioli. Coprire con coperchio e lasciare fino a che si formi una leggera crosticina.

A questo punto, prestando attenzione, aggiungere mezzo bicchiere d’acqua e lasciare cuocere con il coperchio ancora per pochi minuti. Servire accompagnati da salsa di soia o altro a piacere.

Se vuoi, scarica la card-ricetta qui 🙂

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Pane in cassetta integrale con semi

Lievitati, Ricette

Pane in cassetta, pane bianco o erroneamente pan carrè, che quando lo morsichi convinta sia morbido ti si pianta in gola gonfiandosi inesorabilmente. Non so di preciso quando è diventato d’uso comune anche in Italia, ricordo che attorno ai miei dieci anni (vent’anni fa porca vacca) mia mamma ha iniziato a comprarlo. Da allora bene o male è sempre presente in dispensa ma un’amante dei lievitati come me non poteva non farlo in casa per cui, ecco qui!

Piccole tips:

  • Lo puoi congelare già affettato per prenderlo e tostarlo all’occorrenza
  • Puoi farlo bianco con sola farina 0 e 00, integrale o aromatizzato
  • Affettalo solo da freddo

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Ingredienti per uno stampo da plum cake

  • 230 gr. di Farina integrale o ai cereali
  • 230 gr. di farina 0 o manitoba
  • 270 ml. di acqua tiepida
  • 40 gr. di olio extravergine d’oliva (se lo vuoi più goloso, metti il burro)
  • 18 gr. di lievito di birra fresco
  • Semi vari a piacere
  • 1 cucch.ino di malto o zucchero
  • 12 gr. di sale

IMG_8431.jpgPreparazione

  1. Sciogli il lievito in acqua tiepida con l’aggiunta dello zucchero (o malto) e lascialo riposare una decina di minuti
  2. Mixa le farine con i semi e inizia ad impastare aggiungendo l’acqua e lievito, olio e infine il sale. Impasta per bene per almeno 15 minuti
  3. Arrotola per bene l’impasto per dargli forza e piegalo in tre dopodiché lascialo riposare coperto da pellicola per 75 minuti
  4. Stendi l’impasto con le mani (non stracciarlo) fino ad ottenere una forma rettangolare, dopodiché piegalo in tre parti e arrotola l’impasto. Lascia riposare coperto per 30 minuti
  5. Fai un ultimo giro di pieghe e arrotola per ottenere una forma lunga quanto la tua teglia per plum cake. Spennella la superficie con olio extravergine e spargi una manciata di semi. Copri e lascia lievitare altri 60 minuti
  6. Cuoci a 190° per 35/40 minuti. Lascia raffreddare e affetta!

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Ingredienti crepes

Crêpes, ricetta base senza burro

Ricette, Senza lattosio

Come tutte le ricette base, anche la ricetta delle crêpes puntualmente viene da me dimenticata. E dire che non è difficile: uova, latte, farina e sale. Eppure tutte le volte che le faccio (e le faccio sovente) devo andare a rileggere ricettari e bigliettini vari sparsi per casa sperando che siano quelli giusti per indicarmi la via verso le mie frittatine (così le ha sempre chiamate mia mamma).

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Io sono solita fare le crespelle senza burro poiché ho difficoltà a digerire il lattosio e così cerco sempre di evitarlo o trovare comunque alternative. In questo modo però è possibile ottenere una base davvero leggera che permette anche di osare un po’ di più con il ripieno (…tanto non c’è il burro 😉)

Ebbene sì, ho provato a girare una video ricetta. E insomma diciamolo: ho giocato facile! La ricetta è molto semplice e altrettanto lo è la sua esecuzione per cui mi sono divertita e anzi, io e Bred (il nostro cane), non vediamo l’ora di riprovare con qualcos’altro! Magari con un po’ più di luce però!

Nel video ho duplicato la dose per mie esigenze ma qui di seguito vi do la base standard con la quale potrete ottenere circa 40 crêpes che, se desiderate, potrete surgelarle in pacchettini. Io solitamente faccio pacchetti da 10/12 crepes e all’occorrenza scongelo, farcisco e inforno!

  • 2 uova
  • 350 ml di latte
  • 180 gr farina
  • un pizzico di sale

 

Schiacciatine tonno e fagioli | Ricetta aperitivo

Aperitivo, Ricette

Annalisa ha due canali bellissimi: AnnalisaSuperStar e CasaSuperStar. Proprio da questo secondo canale arriva la ricetta che vi propongo oggi, con qualche piccola modifica. Le ricette per aperitivi sono le mie preferite, soprattutto in questi ultimi due anni in cui aiuto Edo al bar e sono entrata nel vivo della “faccenda” aperitivi.

Queste mini piadine sono fatte con la farina per pane nero Conad, un ottimo mix che ero davvero curiosa di provare e che si è prestato davvero bene per questa ricetta. La farcia è stata fatta invece con tonno, fagioli borlotti ed erba cipollina.

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È inutile che vi scriva la ricetta in quanto Annalisa ha fatto un video bellissimo, vi dico solo che non ho aggiunto i semi e ho utilizzato il lievito secco, pertanto ho lasciato lievitare l’impasto per qualche ora prima di farle cuocere.

Sono buonissime! Niente da aggiungere 🙂 Quella piccina che vedete in foto è la piadinella destinata a Bred, il nostro cagnolone!

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Pasta al tovagliolo o gnocco ripieno?

Ricette

Pasta al tovaglioloSe doveste chiedermi quale era il mio piatto preferito dell’infanzia sicuramente vi risponderei la pasta al tovagliolo. A questo punto, con molta probabilità, mi rispondereste “la che?!?“. Confesso che fino a stamattina ero convinta che questa fosse una ricetta inventata da mia nonna visto che nessuno la conosceva ma invece ho scoperto che qualcuno che l’ha già pubblicata sul web c’è, e ora ci sarò anche io!

pasta_al_tovagliolo_ricetta_2La pasta al tovagliolo prende il suo nome, manco a dirlo, dal tovagliolo dentro la quale deve essere avvolta e cotta. In parole semplici è un rotolo di pasta di patate ripieno a piacere. La farcitura è assolutamente a scelta: vegetariana, di carne, di pesce o a tutto formaggio. Tutto è buono se vi piace 🙂

Potete tranquillamente surgelare i vostri salamotti ripieni oppure cucinarli subito!

Ricetta pasta gnocchi (per circa 3/4 “salami”)

pasta_al_tovagliolo_ricetta_31 kg di patate
300 gr. farina
1 uovo
1 pz. sale

Fai bollire le patate con la loro buccia. Per essere sicuro della cottura e dello stesso grado di morbidezza, ti consiglio di preferire patate quanto più simili possibili in termini di peso. Sbuccia le patate ancora calde (con forchetta e coltello per non ustionarti!), schiacciale e impastale con l’uovo e la farina.
La ricetta degli gnocchi è estremamente soggetta a sbalzi di dosi in quanto le patate possono volere più o meno farina in base alla loro umidità.

Stendi l’impasto dandogli una forma rettangolare, farciscilo con un ripieno a tua scelta e arrotolalo su se stesso.

Ti consiglio di avvolgere il salamotto prima nella carta forno e poi in un tovagliolo, per proteggere la pietanza ed evitare di sporcare troppo il tovagliolo.

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Puoi congelare oppure far bollire per circa mezz’oretta (in base alla grandezza del tuo prodotto). Una volta cotto taglialo a fette, mettilo in teglia con burro fuso, salvia e parmigiano e fai gratinare in forno con il grill acceso per qualche minuto, fino a doratura!

 

Hummus di ceci, la mia versione

Ricette

Ricordo che la prima volta che sentii il termine “hummus” associato alla cucina pensai che fosse qualche stranezza poco commestibile poiché per me, l’hummus era solo il composto biologico che serviva come concime per le piante.

hummu2Invece poi l’ho provato e ho scoperto che l’hummus è una crema di legumi deliziosa, che dà la possibilità di condire i propri piatti e arricchire le tavole con una marcia in più! Per fare l’hummus servono legumi, quelli che più preferiamo anche se la versione più “famosa” è fatta con i ceci, spezie, odori e limone.

Nei ristoranti etnici viene servito in ciotole basse con l’immancabile giro d’olio a crudo che ne conferisce un pizzico di sapore in più.

Potete partire dai legumi in scatola oppure da quelli secchi: per questa volta ho optato per la seconda opzione approfittando della mia nuova pentola a pressione Stoneline!

Ecco quello che ho preparato io!

Hummus di ceci (per 3 persone)

  • 150 gr. di ceci cotti
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di thaina
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • Basilico
  • Paprika (a piacere)
  • Sale
  • Olio extravergine d’oliva
  • Acqua (se necessario)

Inserire tutti gli ingredienti in un bicchierone per mixer o direttamente nel frullatore. Regolasi con olio e acqua fino ad ottenere una crema liscia ma non troppo fluida. Le spezie sono da aggiungere a piacere, a me piace sempre mettere un po’ di paprika, erba cipollina e prezzemolo!

 

gipsy style cooking

Una cucina tutta Gipsy!

Ricette, Style

L’aggettivo gipsy per me è sinonimo di colore, allegria, etnicità e felicità. Vi ho già mostrato la mia cucina e sicuramente vi starete chiedendo cosa ci azzecchi l’etnico con il total white. Ebbene, io vedo l’arredamento come fosse una tela candida dove poter poi giocare con i colori. La mia cucina è bianca ma i miei accessori sono tutto fuorché candidi.

gipsy style cooking

Sulla mia tela bianca e sul mio piano in rovere compaiono ad ogni ricetta ciotoline, accessori, mestoli e quaderni che come comun denominatore hanno la sobrietà. Ovviamente scherzo 🙂 Le fantasie, i colori e le forme particolari attirano la mia attenzione come una calamita e frenare l’istinto di acchiapparle è davvero una sfida con me stessa!

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Allo stesso tempo non mi piace arraffare tutto: medito molto prima di acquistare un oggetto sia per una questione di effettiva utilità sia perché non mi piace accumulare serialmente roba.

Non c’è un negozio preferito in cui acquisto, dipende da dove mi trovo. Quello che vedete nella foto proviene rispettivamente da:

 

Ricettario e pasta pane

E voi? Che stile avete in cucina? Amate il candido ordine dato dal bianco e dal vetro oppure siete un più caciarone come me? Fatemi sapere, sono estremamente curiosa!

Rifare la cucina… da soli!

Home decor, Makeover

Inauguro il mio blog con un tema a me molto caro: il fai da te. Io ed Edo, il mio compagno, abbiamo comprato una piccola casetta sulle colline del Lago Maggiore, che ci ha rapiti per le sue potenzialità e per tante altre caratteristiche. La casa, così come si presentava internamente, non incontrava per nulla i nostri gusti ma purtroppo non avevamo la possibilità di pensare ad un completo smantellamento dell’arredamento esistente.

Avevamo di fronte due opzioni: tenere tutto così com’era in attesa di tempi migliori oppure rivoltarci le maniche, studiare e fare qualcosa noi. Abbiamo scelto la seconda strada.

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La cucina, prima del restauro

La cucina era ben strutturata, funzionante e soprattutto recente: questo è stato fondamentale per intraprendere il percorso di ristrutturazione. Per iniziare, abbiamo fissato le parole chiave del nostro progetto, che sono state due: rimodernareilluminare.

Casa non è molto grande per cui l’obiettivo è stato quello di scegliere tinte e materiali chiari in grado di ingrandire otticamente lo spazio (ho seguito per anni Paola Marella, non so se si vede).

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La palette di colori doveva essere molto più neutra e abbiamo optato per il bianco ottico, il grigio e il color legno di bambù. La scelta non è stata completamente casuale. Il bianco notoriamente ingrandisce gli spazi, per cui al fine di perseguire il nostro obiettivo si è rivelato essenziale.
Il grigio richiama la pietra presente già nella cucina (dettaglio che adoravamo entrambi) mentre il legno di bambù ci piaceva come materiale e in più richiama i vari punti della casa in cui sono presenti delle travi a vista.

Essendo una pasticciona cronica mi sono imposta di riflettere bene prima di agire per cui ho elaborato un sacco di progetti al pc prima di intervenire direttamente sui mobili. Li abbiamo studiati, modificati, vagliati, guardato i costi fino a decidere di iniziare.

Mentre Edo ridipingeva le pareti di bianco, coprendo il color salmone e il giallo preesistenti, io ho iniziato a fare qualche prova sulle ante dei pensili che poi ho smontato e carteggiato. È stato un lavoro molto lungo, ma estremamente soddisfacente.

Cambiare il colore delle piastrelle è stata un’operazione che mai avrei considerato. Ho scoperto l’esistenza di vernici per piastrelle specifiche. Ci siamo lanciati, lo confesso, e siamo ancora in rodaggio perché viviamo in casa da solo un mese, per cui vi darò un feedback preciso più avanti. Per ora è una bomba. La vernice infatti ci ha permesso di risparmiare un sacco di soldi di interventi murari e soprattutto ci ha permesso di ottenere un risultato armonico con tutto il progetto. Nonostante i lavaggi non si è ancora né rigata né scrostata.

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Girovagando su Pinterest Edo ha trovato un’idea molto carina per rimodernare il frigo da incasso che ci era stato gentilmente regalato: lo abbiamo dipinto con la vernice lavagna in maniera molto semplice e veloce e con una spesa minima è diventato un frigo davvero di design!

Dopo i grandi lavori riservati alla pittura, siamo passati alla sostituzione del top della cucina con relativi elettrodomestici (lavello e piano cottura). Ci siamo interrogati molto su questo punto ma spinti dei risultati che stavamo ottenendo abbiamo pensato che fosse un peccato non investire un pochino per rendere perfetta la nostra piccola cucina. Abbiamo scelto un piano cottura ad induzione e un lavello in telmagranit, per una praticità di pulizia, risparmio energetico e un pizzico di design.
Il top cucina invece lo abbiamo acquistato da Ikea, realizzando il mio piccolo sogno di avere il piano in legno. Vi risparmio il racconto delle peripezie per portarlo da Milano a Verbania, che sono valse comunque l’effetto finale.

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Gli ultimi tocchi sono stati la sostituzione delle maniglie delle ante, l’affissione di qualche decorazione e l’inserimento di una cassettiera, per me essenziale in cucina. Ho acquistato da ikea una cassettiera da camera, l’ho dipinta con la stessa vernice della cucina e ho sostituito anche lì le maniglie.

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È stato un lavoro lungo, a tratti estenuante, ma la soddisfazione finale è stata estrema. Tutto è stato pensato da noi, progettato, immaginato e infine realizzato. Abbiamo cercato di ottimizzare al meglio i piccoli spazi, sfruttare tutti gli angoli adottare le soluzioni più originale per rendere questo ambiente il più funzionale e adatto possibile per due persone che amano cucinare e mangiare. Come tutto, anche questo è e sarà un work in progress continuo. Mancano ancora dei dettagli da rifinire e delle cose probabilmente cambieranno collocazione ma questo è il bello di una casa vissuta!

Spero che il nostro progetto vi sia piaciuto, pian piano vi racconterò di come abbiamo sistemato tutte le stanze. Se avete domande io sono qui! Sono state fondamentali per me le persone che mi hanno dato consigli e non mancherò di darne anche io a voi!

A presto!